domenica 3 gennaio 2016

Il Libro di Natale: UN CANTO DI NATALE di Charles Dickens


TITOLO: Un canto di Natale
AUTORE: Charles Dickens
EDITORE: Newton Compton Editori
DATA DI PUBBLICAZIONE: 26 giugno 2012
FORMATO: ebook
LUNGHEZZA DI STAMPA: 93 pagine
PREZZO: 0,49€

SINOSSI: È questo il primo (1843) e più noto libro sul Natale di Dickens. Straordinario spettacolo metafisico, dove gli spiriti si fanno messaggeri benefici - ma non per questo meno terrorizzanti -, guide sapienti che conducono Scrooge, il vecchio arido e avaro attraverso le età della vita, passata e futura. L'attonito spettatore ripercorre, attraverso la visione, il tempo dell'infanzia, della giovinezza e della maturità, scorgendo, nelle immagini di sé del passato, l'insorgere della durezza e della disumanizzazione; l'ultima tappa, il futuro che lo attende, registra, in un crescendo di orrore, la scoperta di sé morto, corpo depredato delle vesti, privato della dignità, abbandonato e disperatamente solo. Ma lo spirito del Natale e la fiducia nella bontà dell'uomo consentono a Dickens, almeno sulla pagina, di pronunciare un messaggio di speranza.

LA MIA OPINIONE: anche se le feste sono quasi finite, non potevo non pubblicare la recensione di questo piccolo classico di Natale che ammetto di aver letto solo ora nella sua versione originale.
Ho visto film, cartoni animati, letto fumetti (credo che la prima versione di Un canto di Natale l'ho letta da piccolina su Topolino), ma il libro vero e proprio mai.

In una storia dove si può respirare la vera atmosfera natalizia: scambio di doni, tutta la famiglia riunita intorno al caminetto, sentimenti più benevoli verso il prossimo, l'avaro e arido Scrooge è l'unico che critica e non festeggia il Natale. Concede con riluttanza un giorno libero al suo povero dipendente e rifiuta in malo modo l'invito a cena del suo unico nipote. I suoi unici pensieri sono per gli affari, per i soldi, che rifiuta perfino di donare a una associazione benefica che aiuta i poveri.
Il giorno di Natale, dopo aver chiuso il suo studio, si ritira nella solitudine della sua buia e fredda casa, ma è proprio in questa notte magica che accade il miracolo.
Scrooge riceve la visita del fantasma del suo socio in affari Marley, morto qualche anno prima e costretto a vivere per l'eternità con il peso delle catene delle sue colpe, dei suoi errori, della sua avidità. Ma Marley rincuora Scrooge, egli è ancora in tempo per cambiare il suo destino e lo avverte che riceverà presto la visita di tre spiriti che lo aiuteranno a guardare le cose con occhi diversi: il Fantasma del Natale passato, Il Fantasma del Natale presente e il Fantasma del Natale futuro.
Con questi tre spiriti Scrooge rivive momenti commoventi del suo passato, diventa consapevole dell'opinione altrui sulla sua persona nel presente (e non sono certo opinioni positive) e osserva terrorizzato il suo tragico destino nel futuro. Egli però può cambiarlo, ma solo se il suo cuore ricomincerà a provare sentimenti benevoli verso il prossimo, e non solo a Natale.
A questo punto Scrooge riconosce il suo egoismo e tenta di porvi rimedio.

Io che amo l'inverno, il calduccio del caminetto, leggere sul divano sotto la mia copertina, ho naturalmente adorato questa storia, dove si rivive perfettamente non solo le atmosfere invernali, ma anche quelle natalizie.
Mi ha riportato all'infanzia, ai racconti dei miei nonni, quando ancora il Natale era una vera e propria festa legata ai buoni sentimenti, alla condivisione, alle tradizioni: la messa della Vigilia, il pranzo di Natale con tutti i parenti, lo scambio di doni, il vestito nuovo usato solo per Natale. Valori che sono andati persi nel corso degli anni, fino ad oggi dove la mercificazione delle feste tende a crescere inesorabilmente.
Questa favola, adatta a grandi piccini, anche se scritta nel 1800 si adatta perfettamente alla nostra epoca, e ci aiuta a riscoprire il vero senso del Natale, i veri sentimenti che dovremmo portare dentro di noi tutto l'anno.



L'AUTORE: Charles Dickens nacque a Portsmouth nel 1812. Trascorse l’infanzia a Chatham e poi seguì il padre in un traumatico trasferimento a Londra. Della metropoli in cui visse fece il centro ispiratore della sua arte, il centro di un quadro vivo e mobile, un caleidoscopio armonico e colorato di personaggi, conflitti sociali, umori e fermenti della sua epoca. Morì nel 1870. La Newton Compton ha pubblicato Le due città, Grandi speranze, Oliver Twist, Tempi difficili e, nella collana Mammut, David Copperfield e I grandi romanzi.

DAL LIBRO: "Onorerò il Natale nel mio cuore e cercherò di tenerlo con me tutto l'anno".

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